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i Nostri Spettacoli

L’ALTRA META’ DELLA MELA

due atti di Enzo Consoli, regia Christian Parisi

2006/2007: con Silvana Luppino, Alessandra Borruto e Dario Manti

2007/2008: con Silvana Luppino, Alessandra Borruto e Francesco Cotroneo

2008/2009: con Silvana Luppino, Alessandra Borruto e Marcello D’Angelo

In scena a: Teatro Primo (Rc), Teatro Politeama Siracusa (Rc), Arena Teatro Castello (Milazzo), CineTeatro (Bova Marina), Teatro all’Aperto (Melito P.S.), C.T. Polimeni (Rc).

La Trama
Barbara, una pseudo attrice di pubblicità, vive in un appartamento pagato dal suo amante che incontra di tanto in tanto perché sposato. Accanto alla ragazza abita Danilo, un architetto gay appena rimasto single. Tra Barbara e Danilo accade qualcosa d’imprevisto, un evento che nessuno dei due è in grado di fronteggiare e che crea in entrambi insicurezza. A fare da contrappunto alla vincenda dei due ragazzi è Tatiana, un personaggio al limite del surreale. E’ la moglie dell’amante di Barbara che, nel tentativo di riconquistare il marito, propone accordi e soluzioni alquanto strampalati.
Scenografia – LUCIANO ALEGI – Costumi – NOEMI NETO AZZURRA DELL’ACQUA – Luci e Suono – ALAMPI IMPIANTI
Note di Regia
…Un linguaggio deliziosamente accessibile. Ci sorprendono e ci convincono i personaggi che vivono storie apparentemente del tutto inverosimili, quelle storie che alla fine ci accorgiamo essere le nostre, le nostre vite e le nostre prigioni individuali e collettive. Uno sguardo su di noi, ironico brillante ed amaramente benevolo, mai prevedibile e sempre acuto.
Un teatro che ama l’uomo. Questa una delle motivazioni che ci hanno spinto a confrontarci con questo testo.

Cenni sull’Autore
Enzo Consoli nasce a Catania, comincia la sua carriera artistica come attore formandosi prevalentemente nel mondo del teatro. Si è successivamente stabilito a Roma dove prematuramente scompare nel Febbraio del 2007. Si è distinto nel mondo del doppiaggio entrando nel consiglio di amministrazione della NCD (DIREZIONI-DOPPIAGGIO) in qualità di adattatore (OLTRE 100 FILMS) e direttore di doppiaggio.
Si rivela al pubblico come ed ai critici anche come scrittore e sceneggiatore con riconoscimenti anche in ambito europeo con “IGLOO” (IL NIDO), rappresentata a Roma e Praga e tradotta in ben cinque lingue diverse.

TRADITI

atto unico di Paola Ponti, regia Christian Parisi

con Silvana Luppino e Giuseppe Flaviano

La corsa degli eventi di un amore. I due attori in scena conducono il pubblico in un viaggio nel gelo di un fine settimana in montagna, all’interno delle debolezze e della rinascita che lascia posto alla speranza. Alternando comicità e drammaticità si svelano in modo ironico e piccante i segreti della vita amorosa in tutti i suoi aspetti: dalla passione alla tenerezza, dall’insofferenza al tradimento. Un racconto dal ritmo incalzante. Ridere, riflettere ed emozionarsi con la sicurezza di rivedersi e riconoscersi negli attori sul palco e nella loro situazione umana, insieme comica, sofferta e tenera.

Foto dalle Prove

CAMERE CON CRIMINI

Liberamente tratto da Murder at the Howard Johnson di Sam Bobrick e Ron Clark

con Silvana Luppino, Francesco Cotroneo e Giuseppe Flaviano

service AlampiImpianti – Luci Guillermo Laurin Salazar

Primo atto: Mitchell Lovell, un dentista immaturo, e Arlène Miller, donna istintiva e attraente, in una notte di dicembre invitano il marito di lei, Paul Miller, ad un finto incontro d’affari. In realtà vogliono ucciderlo e tentano di farlo affogandolo in una vasca da bagno. Tra mille imprevisti, scrupoli di coscienza e imbranataggine, l’omicidio non avrà luogo.

Secondo atto: Lasciato il marito Paul, che continua ad amarla nonostante tutto, Arlène viene tradita dall’amante dentista. La sua impulsività di personaggio squinternato la spinge ad allearsi col marito per uccidere Mitchell Lovell con una rivoltella. Ma anche stavolta i tre non saranno in grado di concludere nulla.

Terzo atto: Stanchi di Arlene, che si è fatta sedurre da un sedicente professore di autorealizzazione’, decidono di spacciarsi per il ciarlatano, invitarla nel solito albergo e farla fuori impiccandola. Ma l’amore di Paul redimerà Arlène e Mitchell, affezionato alla coppia a forza di omicidi mancati, deciderà di crescere e lasciare l’amante al suo legittimo marito.

Note di Regia

Una Donna…Due Uomini… Ritmo frenetico e sentimenti estremi marcano la situation-commedy grottesca  di questa
commedia noir firmata Sam Bobrick e Ron Clark toni comici dichiaratamente a stelle e strisce, in realtà vicinissima al nostro umorismo per i temi sviluppati e per le incredibili possibilità che offre agli attori di confrontarsicon cavità esilaranti della propria personalità. Nessuno dei tre personaggi riesce a dichiarare una  propria singolarità ma il corso degli eventi li porta a scoprire, paradossalmente proprio grazie agli improbabili tentati crimini, la  verità di uno stato d’interdipendenza del loro triangolo.Questa loro nevrosi sociale offre una vena aurifera d’occasioni comiche eccezionali,  battute surreali e continuo scambio dei ruoli e di stati d’animo… da tradito a carnefice, da amante a vittima, da idolo a desiderato defunto. Testo brillante in cui si ride con intelligenza, metafora azzeccata della dimensione intellettuale piccolo-borghese e delle sue mode inconsistenti calibrato sulla sapiente scrittura di Bobrick e Clark che non risparmiano precisi ed amari riferimenti alle più recenti teorie dell’area new-age e ai suoi surreali capi carismatici.

ANNA CAPPELLI

monologo di Annibale Ruccello, con Silvana Luppino – Regia Christian Maria Parisi

Scene Aldo Zucco – Disegno Luci Guillermo Laurin Salazar

Lo spettacolo
Anna Cappelli è un’impiegata che vive ai margini della società, tra camere con uso di cucina in comune, uffici sterminati ed il sogno di una casa tutta sua e di un uomo che la prenda come sposa. La sua risposta alla solitudine, dopo l’ennesimo abbandono sarà violentissima e insieme teneramente straziante.

L’Autore
Annibale Ruccello nasce nel 1955 a Castellammare e si laurea in filosofia a Napoli con una tesi in Antropologia culturale. Studioso delle tradizioni popolari, della cultura e della lingua napoletana, attore, regista e produttore, forma la sua compagnia teatrale “II Carro” alla fine degli anni Settanta.
Annibale Ruccello è stato fra i protagonisti di una fervida stagione di rinascita e di rinnovamento della drammaturgia italiana che lo ha visto affacciarsi sulla scena alla soglia degli anni ottanta. Un’intensa attività stroncata da un tragico incidente d’auto a soli trent’anni (12 dicembre 1986).

“Le storie che racconto riguardano sempre e soltanto gente banale, comunissima, possibilmente incline a diventare patetica, straziante. Ma per una sorta di terrore a nutrire o a destare pietà mi piace coglierla in un momento estremo della loro esistenza, quando a prescindere dalle loro stesse intenzioni questi personaggi sono costretti a compiere una scelta importante, un gesto eroico o atroce. Per cui si trasformano in personaggi grotteschi o mostruosi, spesso odiosi e insopportabili, comunque sempre meglio che pietosi. E mi piacciono quanto più sono ai margini, relegati, ma non in maniera vistosa (come barboni, criminali e pazzi) bensì in maniera sottile, indistinta. Ed infatti vivono in quartieri della cultura metropolitana, in provincia, sepolti nella periferia”. Annibale Ruccello.