Itinerari Culturali
Castello Aragonese
Il Castello risale al 536 d.C. Vide susseguirsi diverse dominazioni, passando in mano ai Greci, ai Normanni e agli Angioini. Nel 1381 fu fortificato dalla Regina Giovanna I, mentre nel 1458 Ferdinando I d’Aragona fece aggiungere le due torri merlate ed un fossato. Nel 1539 l’interno del Castello fu ingrandito, permettendo così a più persone di rifugiarsi durante l’attacco dei Turchi. Il Castello mutò la sua funzione nel corso dei secoli, diventando prima prigione e poi caserma. Carlo III di Borbone, nel 1712, adattò l’interno a caserma. Nel XX secolo il Castello subì dei danni non solo a causa del terremoto del 1908, ma anche a causa di alcune esigenze urbanistiche.
La Villa Comunale
Inaugurata nel 1896, è il punto di ritrovo di tutti i cittadini di Reggio Calabria. Il giardino non è solo un luogo ricco di natura, ma anche di arte. Tra le aiuole è infatti facile trovare i busti di Umberto I, dei patrioti Paolo Pellicano, Domenico Tripepi, Antonino Plutino e Giuseppe Scerbo. All’interno del giardino vi è anche un portale neoclassico in calcare tenero, rimasto intatto dopo il terremoto che distrusse casa Vitrioli. Lungo il vialetto che dal portale porta al laghetto si possono notare alcuni tronchi di colonne romane e una colonna intatta di 6 metri d’altezza. La villa Comunale è considerata anche un piccolo orto botanico, ricco di piante rare tra le quali la Dracaena Draco, la Nolina recurvata, la Chorisia insignis, la Cycas revoluta, l’Araucaria excelsa, la Howeia forsteriana e la Schinus molle.
Lungomare Falcomatà
Il Lungomare si estende da Piazza Indipendenza fino a Piazza Garibaldi ed è una vera e propria terrazza sullo Stretto di Messina. Passeggiando si possono ammirare oltre a diverse piante e locali tipici, anche noti monumenti come quello dedicato a Corrado Alvaro. Un’importante stele è quella in onore a Giovanni Pascoli. Il poeta italiano rimase così colpito dal fascino dello Stretto di Messina, che ne espresse in versi tutta la bellezza. Questi sono incisi sulla stele. Si possono ammirare i resti delle mura greche (4 km) , facenti parte della cinta muraria che proteggeva la città intorno al V sec. a.C. I blocchi megalitici in pietra calcarea siracusana vennero riportati alla luce nel 1913, durante gli scavi del dopo terremoto. Tra le testimonianze della dominazione romana vi sono anche i resti delle terme. Dell’antico stabilimento del III sec. a.C. restano solo i ruderi della parte inferiore, di un calidarium, di una piscina, di alcune scale, di iscrizioni e mosaici. Oltre le terme, si nota un altro monumento dedicato all’On. Valentino, il Sindaco che decise la costruzione del lungomare.
Teatro Comunale “Francesco Cilea”
Eretto nel 1930 è dedicato al musicista Francesco Cilea. In questo teatro si sono esibiti i più grandi cantanti lirici e ogni anno ospita ricche stagioni teatrali.
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Biblioteca Comunale “De Nava”
Istituita nel 1818 si guadagnò il titolo di “Regia Biblioteca Ferdinandiana” assegnatole dal sovrano Ferdinando di Borbone. I libri conservati nella biblioteca sono oggi principalmente a carattere umanistico, storico e di cultura generale.
Ecco alcune cifre: 112.000 opere complessive; 147 pergamene risalenti all’arco di tempo che va dal XIII e al XIX secolo, provenienti da sovrani e pontefici. Il documento piu’ antico risale al 1285; 15 incunaboli; 582 cinquecentine; 974 tomi del ‘600; 3.793 tomi del ‘700; 45 manoscritti
Il Duomo
Costruito dopo il terremoto del 1908 dall’Architetto Padre Carmelo Angelini, fu inaugurato nel 1928. Presenta una facciata in stile neo-romanico, caratterizzata da quattro torrette traforate e sormontate da cupole. Nella parte centrale vi è una trifora sormontata da un rosone. La scalinata esterna è affiancata da due statue in marmo raffiguranti San Paolo e Santo Stefano di Nicea, primo vescovo della città. L’interno ospita l’Altare Maggiore in bronzo, la cappella del Sacramento in stile barocco risalente al 1655 e le tele ottocentesche del Crestadoro e del Minali. La Cappella del Sacramento è il monumento barocco più significativo della città. Opera di Placido Brandamonte di Messina è datata 1655. Le pareti sono decorate con mosaici fiorentini del XVIII secolo, mentre i motivi floreali e di animali sono in marmo e smalto di Venezia. A sinistra dell’edificio si trova l’Auditorium di San Paolo, all’interno del quale sono custodite alcuni tesori appartenenti alla vecchia Cattedrale.
Pentedattilo (circa 30 km da Reggio)
Pentedattilo è un borgo antico nell’area Grecanica nel sud della Calabria, con un paesaggio stupendo, vicino al mare e con una splendida vista sulla Sicilia e sull’Etna. Il borgo di origini antichissime prende il nome dalla forma tipica della roccia che sovrasta l’abitato e che ricorda le 5 dita di una mano. Importante centro dal punto di vista politico, economico e religioso ha visto nel tempo perdere la sua importanza a favore di Melito Porto Salvo situata ai piedi della sua montagna, sulla marina. La rocca è un sito di particolare interesse geologico, paesaggistico e naturalistico.










