CAMERE con CRIMINI
Tre atti. Tre tentati omicidi. Tre personaggi. Tre camere dello stesso albergo.
commedia di Sam Bobrick e Ron Clark
La Trama
Primo atto: Mitchell Lovell, un dentista immaturo, e Arlène Miller, donna istintiva e attraente, in una notte di dicembre invitano il marito di lei, Paul Miller, ad un finto incontro d’affari. In realtà vogliono ucciderlo e tentano di farlo affogandolo in una vasca da bagno. Tra mille imprevisti, scrupoli di coscienza e imbranataggine, l’omicidio non avrà luogo.
Secondo atto: Lasciato il marito Paul, che continua ad amarla nonostante tutto, Arlène viene tradita dall’amante dentista. La sua impulsività di personaggio squinternato la spinge ad allearsi col marito per uccidere Mitchell Lovell con una rivoltella. Ma anche stavolta i tre non saranno in grado di concludere nulla.
Terzo atto: Stanchi di Arlene, che si è fatta sedurre da un sedicente professore di autorealizzazione’, decidono di spacciarsi per il ciarlatano, invitarla nel solito albergo e farla fuori impiccandola. Ma l’amore di Paul redimerà Arlène e Mitchell, affezionato alla coppia a forza di omicidi mancati, deciderà di crescere e lasciare l’amante al suo legittimo marito.
Note di Regia
Una Donna…Due Uomini… Ritmo frenetico e sentimenti estremi marcano la situation-commedy grottesca di questa
commedia noir firmata Sam Bobrick e Ron Clark toni comici dichiaratamente a stelle e strisce, in realtà vicinissima al nostro umorismo per i temi sviluppati e per le incredibili possibilità che offre agli attori di confrontarsicon cavità esilaranti della propria personalità. Nessuno dei tre personaggi riesce a dichiarare una propria singolarità ma il corso degli eventi li porta a scoprire, paradossalmente proprio grazie agli improbabili tentati crimini, la verità di uno stato d’interdipendenza del loro triangolo.
Questa loro nevrosi sociale offre una vena aurifera d’occasioni comiche eccezionali, battute surreali e continuo scambio dei ruoli e di stati d’animo… da tradito a carnefice, da amante a vittima, da idolo a desiderato defunto. Testo brillante in cui si ride con intelligenza, metafora azzeccata della dimensione intellettuale piccolo-borghese e delle sue mode inconsistenti calibrato sulla sapiente scrittura di Bobrick e Clark che non risparmiano precisi ed amari riferimenti alle più recenti teorie dell’area new-age e ai suoi surreali capi carismatici.
Christian Maria Parisi






















